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Confindustria ha reso pubblici i risultati del Report Lavoro 2025, un’indagine che fotografa l’andamento dell’occupazione nel 2024 e le principali scelte organizzative delle imprese italiane, con un focus specifico su competenze, welfare, lavoro agile e intelligenza artificiale.

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Difficoltà di reperimento delle competenze

Il dato più significativo riguarda il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: il 67,8% delle imprese segnala difficoltà nel reperire personale, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.

Le criticità maggiori riguardano:

  • competenze tecniche (57,1%);
  • competenze manuali (46,3%).

Le difficoltà risultano più accentuate nel settore industriale rispetto ai servizi. Per far fronte al problema, oltre l’84% delle imprese ha adottato contromisure, puntando soprattutto su:

  • formazione interna;
  • collaborazioni esterne;
  • rafforzamento dei percorsi di crescita professionale

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.Lavoro agile: diffusione strutturale

Il lavoro agile si conferma una modalità organizzativa ormai strutturale:

  • il 32,3% delle imprese lo ha adottato nel 2024;
  • il 35,8% dei dipendenti non dirigenti lavora in modalità agile, prevalentemente fino a due giorni a settimana.

Il dato evidenzia come lo smart working non sia più una misura emergenziale, ma uno strumento ordinario di organizzazione del lavoro, soprattutto nelle imprese medio-grandi.

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Contrattazione aziendale e welfare in crescita

Il Report evidenzia una progressiva diffusione della contrattazione collettiva aziendale:

  • il 28,1% delle imprese applica un contratto aziendale;
  • la copertura sale al 67,8% dei lavoratori, con premi di risultato collettivi presenti nel 61,8% dei casi.

Parallelamente cresce il welfare aziendale, adottato dal 55,3% delle imprese, con percentuali più elevate:

  • nelle grandi aziende (81,2%);
  • nel settore industriale (63,8%).

In molti casi il welfare viene finanziato tramite conversione dei premi di risultato.

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Intelligenza artificiale: interesse alto, ma applicazione ancora limitata

L’adozione dell’intelligenza artificiale è ancora in fase iniziale:

  • l’11,5% delle imprese ha già introdotto soluzioni di IA;
  • il 37,6% sta valutando l’adozione.

Le applicazioni più diffuse riguardano:

  • analisi e gestione dei dati;
  • marketing;
  • automazione dei processi.

Solo il 43,7% delle imprese ha però avviato iniziative specifiche in ambito risorse umane, segno che l’integrazione dell’IA nella gestione del personale è ancora limitata.

Le principali criticità segnalate sono:

  • carenza di competenze interne (36,7%);
  • complessità tecnica (35,1%);
  • costi delle tecnologie (30%);
  • resistenza al cambiamento del personale (21,3%).

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Effetti dell’IA e occupazione

Tra le imprese che utilizzano l’IA:

  • il 44% ha già osservato effetti di automazione delle attività ripetitive;
  • il 32,3% segnala un miglioramento della qualità di prodotti e servizi;
  • il 20% rileva una riduzione dei costi.

La riduzione del personale appare invece marginale, interessando solo il 2,2% delle imprese, a conferma che l’IA è percepita più come strumento di supporto che di sostituzione del lavoro umano.

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Occupazione, somministrazione e assenteismo

Nel 2024 l’occupazione nelle imprese associate è cresciuta del 2,4%, con:

  • incremento più marcato nei servizi (+4,2%);
  • crescita più contenuta nell’industria (+1,0%).

Quanto alle forme di flessibilità:

  • il 31,1% delle imprese ha utilizzato lavoratori in somministrazione a tempo determinato;
  • la somministrazione a tempo indeterminato è utilizzata dal 10%, soprattutto nelle grandi aziende.

Il tasso di assenteismo si attesta al 6,6%, con valori più elevati nei servizi rispetto all’industria; la principale causa resta la malattia non professionale, con differenze significative anche in base al genere.

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Conclusione

Il Report lavoro 2025 di Confindustria restituisce l’immagine di un mercato del lavoro in crescita, ma ancora caratterizzato da forti criticità sul piano delle competenze e da un’adozione dell’innovazione tecnologica non omogenea.
Per le imprese, le sfide principali restano formazione, organizzazione del lavoro e integrazione consapevole dell’intelligenza artificiale, in un contesto in cui la contrattazione aziendale e il welfare continuano a giocare un ruolo strategico.